Ripartita la formazione diocesana: un nuovo approccio partecipativo
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Ripartita la formazione diocesana: un nuovo approccio partecipativo

Un nuovo percorso di formazione diocesana è ripartito a San Vitale Martire: un’esperienza laboratoriale e partecipata per riscoprire il valore della formazione e la democraticità dell’AC.

Luca Cornelio

Luca Cornelio

Unitario
9 gen 2026
2 min

Giovedì 8 gennaio, presso la Parrocchia di San Vitale Martire a Fuorigrotta, è finalmente ripartito il percorso di formazione diocesana.
La necessità di formare educatori e animatori dei nostri gruppi è un'esigenza che costantemente ci poniamo come obiettivo, ma che non sempre riusciamo a soddisfare con costanza e organicità.
Il nuovo percorso punta proprio alla riscoperta del valore della formazione, per rendere i nostri percorsi di gruppo e la nostra vita in AC più consapevoli e autentici.

Un approccio innovativo

Rispetto al passato, abbiamo scelto una modalità diversa: meno didattica, più interattiva ed esperienziale.
Un incontro laboratoriale che parte dai bisogni concreti dei soci e simpatizzanti di AC.

Da dove iniziare? Dalle fondamenta dell'Azione Cattolica, in particolare dalle scelte che la nostra associazione ha posto alla base del proprio operato.
Dopo una breve presentazione del percorso e degli obiettivi, ci siamo concentrati sulla scelta democratica.
Non attraverso una semplice spiegazione teorica, ma vivendola a partire dai bisogni di ciascuno dei presenti.

L'esperienza della democraticità

I partecipanti hanno risposto alla domanda:

«Cosa cerco in Azione Cattolica che ancora non ho visto/trovato?»

Hanno così espresso i loro desideri e segnalato ciò che manca.
C'è chi ha chiesto maggiore cura della spiritualità, chi ha espresso il bisogno di novità e nuovi linguaggi, chi una maggiore attenzione al sociale e all'azione più che alla contemplazione.

Ed è qui che la democraticità si è manifestata concretamente: tutti insieme abbiamo deciso, con il contributo di ciascuno, quali esigenze fossero più prioritarie.
Prima abbiamo definito insieme le modalità per arrivare alla scelta, poi la votazione si è svolta secondo quanto concordato.

Dalla teoria alla pratica

Dopo una breve pausa conviviale (che sarà sempre prevista durante questo percorso), abbiamo messo le mani in pasta.
Sempre nello stile della partecipazione democratica, abbiamo affrontato le due esigenze emerse come prioritarie.
Chi sono i destinatari? Chi dovrebbe farsene carico? Cosa e come potremmo fare per rispondere?
Queste domande hanno accompagnato il momento di discernimento, dal quale sono emerse idee utili per tutta l'associazione.

Un incontro iniziale ricco di sfumature: studio, esperienza, convivialità, esercizio democratico, servizio.
Un'occasione di arricchimento per tutti i presenti.

(E tu c’eri? Cosa ne pensi?)

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